Io e te dobbiamo parlare


 Pieraccioni in una battuta del film ammette di non aver più dimestichezza con la pistola mentre il collega Siani lo vuole trascinare in una sfida (Heat) dove però i due non sono Al Pacino e De Niro. I due comici ricci si trovano a recitare insieme, tentando di fare battute che rimangano impresse come quella del collutorio nei piselli di Siani, a cena con la collega poliziotta, la Chillemi. 

Il film scritto da Siani, l’ho atteso con ansia ma è lento e soprattutto non suscita il riso, non sempre. Almeno nei primi trentatré minuti.

I due colleghi poliziotti hanno una figlia in comune Maria e una donna, Matilde (Brenda Lodigiani) che prima è stata la moglie di uno, Siani e poi la compagna dell’altro. Loro due sono una specie di parenti. 

Maria è un’ambientalista convinta. 

“Se non si può fa all’Americana allora si fa spaghetti a vongole” dice Siani nel corso del film senza pensare che non tutti possono comprendere quest’espressione dialettale. 

È commovente la riflessione di Pieraccioni sulla famiglia allargata. Forse uno dei momenti più intensi di “Io e te dobbiamo parlare”, il film finalmente su Netflix che personalmente non mi ha convinto e soprattutto Siani non mi piace per via di quella parlantina frenetica e spesso incomprensibile. Il cast è ricchissimo da Izzo a Friscia, Lo Verso e Abbrescia ed Esposito nella parte del marchigiano fuori di testa. “Io e te dobbiamo parlare” è il titolo del film, ma cosa ci volete dire precisamente ? Io aggiungerei! Però la città di Ancona è bellissima come location del film! 

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