La recensione
Fabio Sartor e Caterina Murino, sono i protagonisti della storia scritta da Giancarlo Marinelli, in scena al teatro Ghione dal 22 al 27 gennaio 2019.
Il confine tra fantasia e realtà è labile quando in ballo ci sono le passioni al centro dei cosiddetti femminicidi, termine usato dalla cronaca nera per descrivere la fragilità delle donne, definite semplicemente 'femmine'.
Ebbene Marinelli si dissocia da tutto ciò e racconta l'amore di un uomo disperato (Fabio Sartor), servendosi del grigiore che sottende le pagine di cronaca.
L'amore è come un contagio e una cura al tempo stesso e non è possibile delineare i contorni di un amore e prevedere quali possano essere le sue conseguenze.
La Murino nei duplici panni dell'agente di polizia e della donna amata, conduce un'indagine sul presunto omicidio compiuto da un marito e padre impossessato dal delirio amoroso.
Sembra di essere in un film di Hitchcock coi riflettori puntati su ognuno dei narratori. L'idea si tramuta in realtà e gli spettatori sono contagiati e non sarà dato a nessuno di conoscere la verità di cui l'unico depositario è l'incriminato marito.
Ottima prova per Fabio Sartor accolto dal calore di un pubblico entusiasta alla prima dello spettacolo che torna con successo al Ghione.
Incantevole Caterina Murino, misteriosa e bellissima la quale si è commossa al termine dello spettacolo dove ho apprezzato anche Antonio Rampino, Mauro Racanati, Francesca Annunziata e Paila Pavese.
di Tania Croce
di Tania Croce
Le note di regia di Giancarlo Marinelli
“Mi sono ispirato
a una storia vera. Vera non nella tragedia qui scritta. Ma nei presupposti che
avrebbero potuto condurre a quella tragedia. Nella realtà nessuno ha ucciso
nessuno. Almeno non fisicamente. E però, fuori da ogni ipocrisia, lo devo
ammettere: ascoltando chi me l’ha raccontata, per un attimo, mi è balenato lo
spettro. Che è il titolo di questo lavoro. L’idea di uccidere. Sono un uomo
“femminista” dalla nascita: adoro le donne; mi sveglio la mattina per
incontrare una donna; scrivo e dirigo pensando sempre alle donne. Non ho mai
alzato un dito contro una donna. E mai lo farò. Eppure, immedesimandomi nel
protagonista di questa storia, quello spettro è affiorato. Capiterà anche al
pubblico che assisterà allo spettacolo. E mi odierà, e si odierà per questo. In
verità, non intendevo scrivere un testo sul “femminicidio” al contrario, o,
peggio, sul “maschicidio”. Volevo raccontare una storia sull’amore come arma di
distruzione di massa. Sull’amore come trappola mortale. Sull’amore che dovrebbe
essere la negazione di ogni luogo comune. E che invece diventa il più comunemente
letale dei luoghi comuni.Volevo mettere in scena una storia capace di
spaventare il pubblico come quando si legge in un giornale di una possibile
epidemia, di un virus che potrebbe colpire tutti: “E se capitasse anche a me?”. La
risposta non c’è. Non può esserci. Che il Teatro non si occupa mai del vaccino.
Ma solo del contagio”.(Giancarlo Marinelli)
Orario spettacoli ore 21,00
Domenica ore 17,00
biglietti a partire da 23 euro
Teatro Ghione,via delle
Fornaci,37,Roma
Info:06 6372294
Relazioni con la stampa Teatro
Ghione: Maurizio Quattrini:
Cell. 338/8485333 - e-mail:
maurizioquattrini@yahoo.it
L'elemento "cidio"è talmente brutto sia che sia usato al femminile ,che al maschile,perchè riporta a dolore e morte...infanticidio,omicidio,suicidio, eccidio.Sarebbe bello che non ci fosse mai neppure l'idea di uccidere...perchè la vita è un dono troppo prezioso a cui l'uomo non dà ancora il valore che merita!
RispondiEliminaHai ragione!!! Grazie per essere passata su Pennadoro!
EliminaImpossibile non passare in un blog cosi ricco...un meraviglioso contenitore che arricchisce il cuore e la mente !
RispondiEliminaQuesto spettacolo parla dell'uomo e dei limiti delle sue reazioni rispetto alle passioni ingestibili provate e da cui è dominato!
EliminaSono d'accordo. Effettivamente l'uomo è dominato dalle sue passioni!
EliminaSignora Nunzia, concordo nel dire che questo contenitore di recensioni, sia davvero meraviglioso!
EliminaSono online e ne approfitto per ringraziare per questo complimento che significa tanto per chi come me sta dedicando la sua vita a studiare il teatro e che attraverso la scrittura, riesce a esprimere e condividere emozioni!
Elimina