Basato sul libro "Je m'appelle Agneta" di Emma Hamberg, questo meraviglioso affresco al femminile su Netflix dal 29 aprile, mi ha letteralmente conquistato, per la singolare figura della protagonista svedese.
Agneta come me adora tutto della Francia, il formaggio, il vino, le persone, la baguette, i macarons, le lunghe passeggiate tra antichi borghi francesi ma non è mai stata in Francia.
Sposata con un uomo salutista e con prole, non ha più molto da chiedere alla vita, se non le sue evasioni culinarie con il cibo francese.
Il suo lavoro ordinario è ormai un ricordo perché all'età di quarantanove anni, viene licenziata.
Così senza speranze di trovare un nuovo lavoro, risponde all'annuncio di una nuova occupazione in Provenza.
Fa domanda per essere assunta e il miracolo accade, le danno il lavoro e lo comunica al marito che è scettico e negativo.
Ad attenderla in Provenza c'è qualcuno che chiede assistenza.
Il viaggio verso una nuova vita inizia in treno e Agneta è terrorizzata perché è una vera e propria avventura quella che ha deciso di vivere.
Giunge nel bar Chez Fabien e in un francese incerto, comprende di dover prendersi cura di un'anziana signora insomma deve fare la badante a questa gioviale signora.
Fabien è molto cordiale e sorridente e conduce Agneta da Einar lo svedese di cui deve prendersi cura ma non si tratta di un ragazzo bensì di un anziano.
Einar è un sognatore che chiede alla sua assistente di chiudere gli occhi per immergersi in un passato fatto di fughe romantiche con il suo giovane e affascinante compagno che prende il posto della moglie sposata per conformarsi, come capita spesso.
Tra fiumi di vino, sceneggiate, balli e musica operistica e risate, Agneta si accorge che la sua vita non è finita come credeva da quando si era sposata con un uomo pieno di regole e anaffettivo che le aveva fatto credere che la sua esistenza fosse piatta e sul viale del tramonto.
Agneta come ricorda il suo nuovo amico, proveniva dal luogo dove si sentiva sempre sbagliata e senza amici. Qui trova nuovi e meravigliosi amici.
"Io penso che tu debba mettere i vestiti più belli che hai, si va al bar". Questa frase pronunciata da Einar è l'inizio del cambiamento e della vita che Agneta merita di vivere.
Nel bar di Fabien si mangia tutti insieme e ci si racconta ma è venerdì e Agneta ha deciso di tornarmene a casa sabato con il primo mezzo disponibile.
Agneta è affascinata dalla vita francese, ma vuole rifugiarsi nel suo nido svedese senza chiedere a se stessa di sentire la vita scorrere dentro di sé.
Einar sogna vivendo di vedere suo figlio tutti i venerdì e si veste a festa per questo, sognando di vederlo, si veste di gioia per non sentire il dolore.
La donna svedese si affeziona alla storia di quest'uomo solo per cui prova pena anzi tenerezza e profonda empatia.
Così non parte più per la Svezia e lo comunica a suo marito il quale la ritiene pazza.
Agneta grazie a Einar ha ritrovato se stessa e così aiuta Einar a tornare in contatto con suo figlio da cui si è allontanato per essere se stesso.
Ma Paul si presenta al cospetto di suo padre per vederlo, ma le cose non vanno come Einar avrebbe voluto.
Non tutto è perduto. Paul è sotto casa ed è rimasto per essere amato.
Irrompe il marito nella nuova vita di Agneta, la giudica e la vuole riportare a casa.
Lei lo ama è il padre dei suoi figli.
Crede di trovare un marito cambiato senza le regole che si è imposto per una vita ma non è così .
Eva Melander è straordinaria e tutto il cast lo è da Claes Mansson a Jeremie Covillault. La regia è di Johanna Runevad.
Il film è meraviglioso!
Visione consigliatissima



.jpg)
.jpg)

.jpg)
.jpg)

.jpg)

































